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Misano Sentiment giugno 2024

SENTIMENT, l’educazione sentimentale – Rassegna filosofica

Sentimenti, affetti, emozioni accompagnano la nostra esistenza e ne influenzano il percorso verso sviluppi più o meno felici: tale è il loro impatto sull’esistenza umana che, per afferrarne il senso, la natura, le dinamiche, si sono adoperate le scienze umane e sociali, la medicina e perfino la biologia e la chimica del corpo. Al tema dell’educazione sentimentale è dedicata la quattro giorni filosofica misanese che ogni anno coinvolge un vastissimo pubblico.
Dal 26 al 28 giugno 2024 sotto la direzione di Gustavo Cecchini illustri pensatori dialogheranno con il pubblico sulla necessità dell’educazione ai sentimenti, oggi più che mai necessaria, per acquisire quella sensibilità psichica capace di distinguere il bene dal male, l’amore dall’odio, la partecipazione dall’indifferenza.

Apre mercoledì 26 giugno, presso il giardino della Biblioteca Comunale, il filosofo Silvano Petrosino che declina uno dei sentimenti più importanti ed enigmatici: l’amicizia. Che significato diamo oggi alla parola amico? Che tipo di esperienza descrive il termine amicizia? Quali sono i tratti che consentono il suo riconoscimento? Di troppa amicizia si può morire? E morire per un amico, si può? Sono solo alcune delle domande che affronterà uno dei filosofi italiani più attenti al mondo dei sentimenti. Amicizia come atto di gratuità, dunque, da cui siamo investiti al di là di ogni nostra iniziativa e decisione»

Giovedì 27 giugno in piazza Repubblica arriva la “star” filosofica del momento, Umberto Galimberti con lezione dal titolo: Quando la vita era guidata dal cuore: emozioni e sentimenti nell’età della tecnica. Umberto Galimberti, filosofo, saggista e psicanalista italiano, ci racconterà, in una serata di grande fascino, come il sentimento non sia una dote naturale, ma una dote da acquisire ed accrescere culturalmente. Gli antichi imparavano i sentimenti attraverso la mitologia. Nel grande Olimpo della cultura greca ritroviamo tutta la gamma dei sentimenti umani, una fenomenologia dei sentimenti umani. Nell’Olimpo i Greci hanno descritto le passioni, le emozioni ed i sentimenti quelli che Dante chiama i «movimenti umani». Nel nostro tempo possiamo riapprenderli attraverso la letteratura, luogo privilegiato dove si imparano il dolore, la noia, l’amore, la disperazione, la passione, il romanticismo. La «distanza» odierna dalle emozioni, dalla complessità del linguaggio in cambio di facili semplificazioni unite ad un uso senza freni della tecnologia, provocano una preoccupante e spaesante confusione emozionale. Galimberti narrerà di emozioni e di risonanze emotive in una mappa di idee, riferimenti culturali e pagine della letteratura che risvegliano, emozionano in un tempo anestetizzato dal digitale. Galimberti è eccezionalmente accompagnato dal performer Raffaello Fusaro che interpreta con intensità ed energia alcune pagine della letteratura che hanno la capacità di ricordare come le emozioni vadano sempre re-imparate.

Venerdi 28 giugno, sempre in piazza Repubblica, Enzo Bianchi fondatore della Comunità monastica ed ecumenica di Bose che declinerà la parola Compassione. Compatire non è un atteggiamento esercitato dall’alto verso il basso, con superiorità, come un guardare l’altro con sufficienza “avendo pietà di lui” e neppure come una manifestazione di debolezza, ma significa “patire, soffrire con”, secondo la sua etimologia latina (cum + patior). In tal modo la compassione è tornata a designare un movimento con il quale andiamo dove c’è il male e condividiamo con il sofferente la sua situazione, partecipando al male altrui: raggiunti dalla sofferenza di un altro, sentiamo il dolore sempre come suo, fino a sentirlo con lui come nostro. Il dolore dell’altro diventa il mio dolore. La compassione non è la soluzione alla sofferenza ma è l’unica risposta sensata che l’uomo può dare di fronte al male. Si tratta di soffrire a causa della sofferenza di un altro, di accettare che l’altro con la sua sofferenza faccia soffrire anche me. E si faccia attenzione: questo sentimento, questa passione, da assumere in primo luogo nelle relazioni interpersonali, non si può limitare a tale dimensione, ma deve aprire una strada a livello sociale e anche politico.

La Nostalgia sarà il tema di chiusura, sabato 29 giugno nel giardino della Biblioteca, con la filosofa Lucrezia Ercoli. Titolo del suo intervento: Paradisi perduti. Filosofia della nostalgia. “I veri paradisi sono i paradisi che abbiamo perduto” ha scritto Marcel Proust. La nostalgia è un sentimento che ci accompagna da sempre. Ma oggi più che mai il presente ci sembra opaco, il futuro incerto e imprevedibile: e preferiamo rifugiarci nel rimpianto di una presunta età dell’oro, nel ricordo del “come eravamo” prima di perdere le illusioni. La tecnologia alimenta questa epidemia nostalgica. Il nostro smartphone, invece di portarci nel futuro, si è trasformato in una macchina del tempo che, con un filtro color seppia, tinge il presente di malinconico struggimento. Ma è un gioco pericoloso, la nostalgia può diventare una malattia inguaribile. In questo eterno ritorno dell’identico sembra esaurito lo spazio per pensare il futuro e per produrre il nuovo.

Tutti gli incontri iniziano alle ore 21:15 – Info:

  • Biblioteca Comunale 0541.61.84.84
  • Ufficio Turistico 0541.61.55.20

Sarà il filosofo Silvano Petrosino a chiudere, venerdì 22 marzo, la rassegna Ritratti d’Autore – i classici che aiutano a vivere. Sul palco del Teatro Astra, alle 21:00, porterà il capolavoro della letteratura mondiale” Memorie di Adriano” di Marguerire Youcernar, un libro di straordinaria profondità parla di vita e di morte, di conflitti e di amore, di libertà e diritti umani.

Attraverso le parole dell’Imperatore Adriano, Marguerite Yourcenar mette su carta la paura di perdere la vitalità, l’eros e la gioventù e affrontare l’inevitabile avvicinarsi della fine. Un elemento che rende questa lunga epistola così coinvolgente è la sua capacità di mettere a nudo Adriano come uomo e come imperatore, nelle sue ambizioni così come nelle sue fragilità. Memorie di Adriano rappresenta un esempio per chi si volesse cimentare in riflessioni sulla propria vita e sul ruolo della memoria. Un classico da riscoprire poiché riflette in modo puntuale su questioni cruciali per l’essere umano di qualsiasi epoca.

 

Silvano Petrosino, uno dei più apprezzati filosofi italiani, è professore ordinario di Antropologia religiosa e media e di Teorie della Comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si è occupato della tradizione fenomenologica ed esistenzialistica della filosofia contemporanea, dedicando importanti studi e traduzioni all’opera di Emmanuel Lévinas e Jacques Derrida. Nelle sue ricerche ha indagato la natura del segno e del linguaggio, il rapporto tra razionalità e moralità, l’analisi della struttura dell’esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l’immagine, tra il desiderio e l’umano, analizzando anche la dimensione etica della comunicazione e dei media. Tra le sue opere recenti: Emmanuel Lévinas. Le due sapienze (Milano 2017); Il desiderio. Non siamo figli delle stelle (Milano 2019); Il miraggio dei social. Euforia digitale e comunicazione responsabile (Novara 2019); Lo scandalo dell’imprevedibile. Pensare l’epidemia (Novara 2020); Dove abita l’infinito. Trascendenza, potere e giustizia (Milano 2020); Piccola metafisica della luce. Una teoria dello sguardo (Milano 2021); Logiche follie. Sacrifici umani e illusioni della giustizia (con Gabrio Forti, Milano 2022); Le fiabe non raccontano favole. Una difesa dell’esperienza (Milano 2023); la sua prima incursione nella fiction con: I coniugi Limpido (Novara 2023).

HOMO HOMINI LUPUS: RIFLESSIONI SULL’UMANO NELLA NUOVA RASSEGNA FILOSOFICA MISANESE AL VIA IL 6 OTTOBRE

 

Misano Adriatico, 28 settembre 2023 – Come si comporterebbe l’uomo se vivesse senza alcuna imposizione sociale, facendo parlare soltanto la propria natura? È la domanda che si sono posti moltissimi tra filosofi e uomini di cultura di tutte le epoche, senza mai giungere ad una risposta univoca. A questo tema è dedicata la nuova rassegna filosofica misanese curata da Gustavo Cecchini dal titolo “HOMO HOMINI LUPUS – Riflessioni sull’umano” al via il 6 ottobre. Sei appuntamenti, in programma al Teatro Astra di Misano, con pensatori di eccellenza per riflettere su ciò che ci rende umani.

 

“Le nostre rassegne filosofiche propongono sempre tematiche di grande attualità e spunti di riflessione profondi ed interessanti – il commento dell’assessore alla cultura Manuela Tonini -.  Sono certa che anche questa nuova edizione, al via il 6 ottobre, riscuoterà grande successo. A Gustavo Cecchini il merito e la nostra riconoscenza per aver portato Misano Adriatico tra i luoghi più ferventi del dibattito filosofico, facendoci così conoscere a livello nazionale in ambito culturale e non solo come meta turistica o sportiva”.

 

Apre, venerdì 6 ottobre, uno dei filosofi più seguiti e stimati, Salvatore Natoli, con una lectio dal titolo “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te: riflessioni sulla regola aurea”.

Venerdì 13 ottobre è in arrivo Enzo Bianchi, monaco cristiano e affermato saggista italiano, fondatore della Comunità monastica di Bose, che terrà una lezione dal titolo « Per un nuovo umanesimo« .

Venerdì 20 ottobre salirà sul palco dell’Astra Marco Guzzi, filosofo e poeta fondatore dei gruppi Darsi pace, con il suo intervento « L’umano è permanente rivoluzione« .

Venerdì 27 ottobre la filosofa Laura Boella interverrà nella rassegna con la lectio dal titolo « L’empatia oltre l’antitesi di egoismo e altruismo« .

Venerdì 3 novembre tornerà a Misano Paolo Ercolani con « Automi connessi: l’umano nella rete« . Venerdì 10 novembre sarà la volta dello storico Franco Cardini che proporrà un « Esame di coscienza della cultura Occidentale”.

Chiusura, venerdì 17 novembre, con Ivano Dionigi e un titolo che ci riporta agli eventi drammatici di questi ultimi tempi: « Il grido della natura« .

Tutti gli incontri si terranno presso il Cinema Teatro Astra con inizio alle ore 21:00.  Ingresso libero e gratuito sino ad esaurimento posti.

Info: Biblioteca Comunale 0541-618484 – Iat: 0541-615520.

 

I CLASSICI CHE AIUTANO A VIVERE

RITRATTI D’AUTORE

letture e passioni da condividere

1 aprile /28 aprile

 

Sono bistrattati, esclusi, emarginati. Il mercato li disdegna, i lettori li dimenticano, i programmi scolastici tendono a frammentarli e polverizzarli. Eppure dimostrano una vitalità incredibile, dalla quale dovremmo prendere esempio per tutte le forme di resistenza, civile, culturale, umana, a cui ogni giorno siamo chiamati. Stiamo parlando dei classici. Proprio loro: quelle opere che, per riprendere la bella definizione di Italo Calvino, «non hanno mai finito di dire quello che hanno da dire». Anche se hanno secoli o persino millenni. Coi classici accade sempre quello straordinario fenomeno per cui avvicinandosi, toccandoli, facendoli parlare e “reagire” coi nostri sentimenti e col nostro tempo si scopre che – meraviglia! – funzionano. Sanno parlarci di noi. Sanno impostare le nostre domande fondamentali, tracciare le ipotesi di risposta, indirizzarci verso altri cammini, farci da stella polare. Ma bisogna avvicinarli, evocarli, leggerli. E’ quello che si propone Ritratti d’autore, la prestigiosa rassegna filosofico- letteraria curata da Gustavo Cecchini, giunta alla XV edizione. Cinque appuntamenti da non perdere.

Ad aprire la rassegna venerdì 1 Aprile sarà Piero Boitani con l’Amleto di Shakespeare. Amleto, il dramma paradigmatico dell’età moderna, è la tragedia della ragione, del sapere e della volontà. Forse il dramma più complesso che Shakespeare abbia scritto, Amleto è pieno di fili lasciati in sospeso, di enigmi e problemi, di interrogativi senza risposta o dalle infinite possibili risposte.

Il secondo appuntamento, venerdi 8 Aprile, è con con il filosofo-jazzista Massimo Donà e il ritratto di Andy Wahrol e la Factory. Con Warhol e la sua Factory l’arte occidentale cambia radicalmente direzione. Basta con la volontà di eccezionalità, basta con la pretesa di offrire alla normalità dell’esistere l’illusione di un’alterità costitutivamente impossibile. Ora sono l’artista e la sua naturale eccezionalità ad offrirsi, inerti, alla normalità della prassi, alle sue vuote teleologie, alle sue leggi perverse, e quindi a farsi esempio di una ritrovata e ormai denudata normalità. L’artista non guarda più oltre il velo del fenomenico, non taglia più lo spazio finito della temporalità cronologica, in cerca dell’eterno, quasi a voler svelare l’originaria in-finitudine da cui proviene il brusìo che si agita tra le pieghe del fenomenico (come sembrava convinto di dover fare Lucio Fontana).L’artista ormai guarda al proprio mondo; lo incornicia, ne mostra la naturale straordinarietà. Mostra la straordinarietà della norma; l’eccezionalità del più banale. Ne amplifica la potenza, e ne potenzia l’effetto; funge quasi da sua miracolosa cassa di risonanza. Questo avrebbe fatto in sostanza Andy Warhol.

La rassegna prosegue, venerdi 15 Aprile, il venerdì santo, con Vito Mancuso e il suo provocatorio di ritratto di Gesù. Già il titolo è significativo: Gesù, tutto diverso da Cristo. “Non possiamo non dirci cristiani”, dichiarava un secolo fa Benedetto Croce, il filosofo laico non credente, per sottolineare il fatto che il Cristianesimo, in quanto religione dell’Occidente, è alla base della nostra civiltà, a prescindere dall’adesione della fede personale di ognuno. Ma quanto ha a che fare il cristianesimo istituito con il reale Gesù della storia? La risposta di Vito Mancuso è : ben poco. Il gesuanesimo e ben altra cosa dal cristianesimo. Il primo è profezia, il secondo ritualità. Il primo è fuoco, il secondo acqua. Il primo è rivoluzione, il secondo conservazione.

Venerdi 22 Aprile sale sul palco dell’Astra Nuccio Ordine con una lectio dal titolo: Nessun uomo è un’ isola: la metafora di John Donne contro egoismo e indifferenza. Ciò che sta accadendo in Eu­ropa e nel mondo è sotto gli occhi di tutti: si costruiscono muri, si innalzano barriere, si intrecciano centinaia di chilo­metri di filo spinato con lo spietato obiettivo di sbarrare la strada a un’umanità povera e sofferente che, rischiando la vita, cerca di sfuggire alle guerre, alla fame, ai tormenti del­le dittature e del fanatismo religioso. In questo brutale contesto, la bellissima riflessione di John Donne – raccolta in Devozioni per occasioni di emergenza (1624) – ci ricorda valori che sembrano ormai dimenticati: “Nessun uomo è un’isola, intero in se stesso; ciascuno è un pezzo del continente, una parte dell’oceano. Se una zolla di terra viene portata via dal mare, l’Europa ne è diminui­ta, così come lo sarebbe un promontorio, così come lo sa­rebbe il castello di un tuo amico […]; la morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché sono preso nell’umanità, e perciò non mandar mai a chiedere per chi suona la campa­na; essa suona per te”. Il poeta inglese considera la sua lunga malattia e la sua esperienza del dolore come una straordinaria occasione per interrogarsi sul mistero della morte e sul posto dei singoli individui nell’u­manità. Nuccio Ordine analizzerà la meditazione di Donne e ripercorrerà la fortuna della sua metafora insulare.

La rassegna si chiude, giovedì 28 Aprile con Massimo Cacciari e la sua lectio sul tramonto dell’Occidente. Cento anni fa, nel 1918, in un contesto storico devastato da quell’evento epocale che fu la Prima Guerra Mondiale, uscì in Germania il primo volume di un’opera di dimensioni enormi (il secondo volume uscìrà nel 1922), Il tramonto dell’Occidente, redatto da uno studioso, Oswald Spengler. Per lungo tempo l’Occidente ha rappresentato l’idea politica di maggior successo, grazie alla quale è stato possibile conseguire livelli di stabilità, pace e progresso impensabili in epoche precedenti. Oggi quest’idea è oggetto di pesanti minacce, non dall’esterno ma dall’interno. L’Occidente paga infatti lo scotto di una grave mancanza: aver smesso di garantire ai suoi cittadini quello che si aspettano dai propri governi – equità, prosperità e sicurezza. Si spiega così l’emergere di personalità e forze politiche che incarnano valori assolutamente antioccidentali. Valori che rischiano di distruggere le conquiste faticosamente raggiunte finora. Di fronte all’instabilità globale e alle tensioni economiche sembra che la reazione immediata sia chiudere i confini e far ricorso al nazionalismo xenofobo. Ma non è ancora troppo tardi per invertire questa tendenza. Massimo Cacciari ci esorta a resistere lasciando aperte la mente e le frontiere. Per più di cento anni filosofi e statisti hanno predetto la fine dell’Occidente che ha invece dimostrato flessibilità, capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di evolversi. Se l’idea di Occidente prevarrà, dovremo perseguire con maggiore convinzione i suoi valori fondanti e tenere a mente un punto essenziale: senza apertura, l’Occidente non può prosperare; senza uguaglianza, non può durare.

 


Gli incontri si terranno presso il Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico, via D’Annunzio 20, con inizio alle ore 21.00
Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti secondo le norme vigenti.

 


Info:

Biblioteca Comunale 0541618484
IAT Misano 0541615520

Tutti i dettagli sul sito www.misano.org

 

“Pandemia” è la parola che più sentiamo usare nell’attuale discorso sul mondo. Se cercassimo per gioco un contraltare positivo in grado di tenerle testa potremmo scegliere la raffinata “resilienza”. Parola chiave di un’epoca segnata da continue crisi, la resilienza, cioè la capacità di un materiale di assorbire un urto contraendosi e rimodellandosi, non appartiene più alla metallurgia ma viene nominata, come spirito di adattamento, in ogni aspetto della vita umana. Essa è diventata una competenza da acquisire e sviluppare, una strategia per affrontare in modo attivo le crisi, superale e persino evitarle. Non stupisce che in una società iper-performante questo concetto venga strumentalizzato da un aggressivo marketing trasversale fino al punto che soffrire o non reagire ai traumi è addirittura una colpa. Tuttavia l’utilità di un atteggiamento resiliente non si può negare.

La nuova rassegna filosofica di Misano Adriatico, firmata da Gustavo Cecchini, La Resilienza: saper reggere, sapersi rimodellare, vedrà sette intellettuali di prestigio proporre al pubblico riflessioni ispirate alla resilienza come utile strumento per fronteggiare le difficoltà e le tensioni di questo complesso momento storico.

 

Gli incontri si terranno presso il Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico, via D’Annunzio 20, con inizio alle ore 21:00.

Info:

Biblitoeca comunale: 0541618484
IAT Misano: 0541615520

 

 

PROGRAMMA:

    • 15 ottobreMichela Marzano: Amnesie
      Come ci si può rimodellare senza aver prima riattraversato il passato? E’ possibile una qualsiasi forma di resilienza quando si decide di cancellare tutto, di mettere un punto e andare a capo? Partendo dall’amnesia che ha caratterizzato l’immediato dopoguerra e che non ha mai portato l’Italia a fare i conti con il Ventennio, Michela Marzano cercherà di mostrare come molti disagi e molta violenza che attraversa oggi la società italiana sono la conseguenza di un lavoro di rielaborazione che non è stato mai fatto, sia a livello collettivo, sia a livello individuale.

 

    • 22 ottobreGabriella Turnaturi: Relazioni
      Durante la pandemia le varie forme di relazioni e interazioni hanno mostrato ancora una volta la loro funzione di resistenza individuale e sociale. Gabriella Turnaturi tenterà una fenomenologia delle relazioni, sia private che pubbliche, e delle diverse forme di interazioni che si sono sviluppate, scoperte o dimenticate durante la pandemia. E’ fiorito un nuovo galateo della sopravvivenza, a volte comico pur nella drammaticità della situazione, e si sono delineate nuove forme di solidarietà ma anche nuove paure degli altri che si sono presentati di volta in volta, a seconda delle diverse esperienze e momenti, come nemici o compagni di strada.

 

    • 29 ottobreMarco Guzzi: Pratiche interiori, prassi rivoluzionarie
      Oggi tutti noi siamo sottoposti a fortissime tensioni e costretti ad adattarci a condizioni inattese vita. Non si tratta solo di sviluppare doti di resilienza e adattamento flessibile. Siamo chiamati a ripensare radicalmente l’intera struttura esistenziale, interiore e pubblica, su cui si basa la nostra civiltà. In fasi così profonde di esaurimento e di ricominciamento servono pratiche concrete, che ci diano quotidianamente la forza di proseguire lungo un cammino che spesso somiglia ad un arido deserto. Dobbiamo elaborare pratiche interiori inedite, che sintetizzino però i frutti di tutte le tradizioni millenarie arrivate fino a noi, e insieme nuove prassi rivoluzionarie attraverso le quali portare avanti il processo storico-politico di revisione radicale che i tempi urgentemente richiedono.

 

    • 05 novembreSilvano Petrosino: Ottimismo e speranza
      Dopo una sciagura – e la pandemia è stata ed è tuttora una sciagura – si sente con urgenza l’esigenza di ripartire, di riprendere con forza le attività di prima. Di fronte a tale urgenza molti insistono sulla necessità dell’ottimismo, di assumere, nonostante tutto, un atteggiamento positivo nei confronti della vita. Altri, invece, insistono sul dovere di non far morire la speranza. Quasi sempre i termini «ottimismo» e «speranza» vengono utilizzati come dei sinonimi, in fondo sembra che essi affermino un’identica verità. Ma è proprio così? Forse, proprio per saper reggere e sapersi rimodellare, è necessario indagare con maggiore attenzione questa apparente sinonimia che spessa si è trasformata in un vuoto luogo comune.

 

    • 12 novembreMarcello Veneziani: Spirito
      La parola spirito ha tre declinazioni fondamentali: forza di spirito per fronteggiare gli eventi; senso dello spirito per affrontare con humour la realtà e la stupidità imperante; spiritualità come ricerca di senso, di sacro e di destino alla vita. Marcello Veneziani inserirà le parole spirito, spiritoso e spirituale nello scenario della pandemia che ha mozzato il respiro a tanta gente, sottolineando la comune e non casuale origine di respiro e di spirito.

 

    • 19 novembreLuigi Zoja: Utopie, distopie, scelte
      Esiste un altro mondo possibile. Non nella fantascienza della propaganda ma nella realtà. Non nella criminale esaltazione del farsi massa ma nei compromessi di una anti-eroica realtà economica. Questo mondo non è né escatologico né messianico ma può nascere dal quotidiano impegno della società civile, dell’insieme di organi pubblici e cittadini consapevoli. E’ necessaria una domanda: quanto ci impegniamo in politica? Cerchiamo giustizia per la società o emozioni per noi stessi? In ogni essere umano coabitano questi due diversi bisogni ed è nostro compito saperli distinguere.

 

    • 26 novembre – Franco Arminio: Cambiare per resistere
      Scrive il poeta Franco Arminio a Gustavo Cecchini: « Dobbiamo più che mai essere mobili, aprirci all’impensato, scatenare l’immaginazione. E per fare questo la poesia è un buon soccorso e lo è in genere tutto ciò che ci distrae dal contingente. Il mondo non ha bisogno di cambiare la geografia dei suoi poteri ma di una lieta e disperata alleanza tra tutti gli esseri umani per aiutarci a salvare il pianeta dalla febbre altissima che gli è venuta. Noi siamo il coronavirus del pianeta. La poesia è una delle medicine più potenti che abbiano per noi stessi e per il mondo”.

 

COME PARTECIPARE:

E’ necessaria la prenotazione online attraverso la piattaforma Eventbrite.
Prenotarsi è facile, non occorre registrarsi alla piattaforma, la procedura richiede un tempo brevissimo e i biglietti vengono inviati in tempo reale al proprio indirizzo di posta elettronica. In fase di prenotazione sarà richiesto di specificare nome e mail di tutti i partecipanti.
L’accesso alla sala (esibendo obbligatoriamente la prenotazione) deve avvenire entro le 20.30 (30 minuti prima dell’inizio della conferenza); successivamente, il biglietto non sarà più valido. La partecipazione alle conferenze è gratuita.
Per questioni organizzative, i biglietti saranno disponibili esclusivamente dal lunedì precedente la data delle conferenze.

Per accedere all’area della conferenza è necessario indossare la mascherina ed esibire il green pass e un documento di identità, nel rispetto delle vigenti normative.
L’ingresso alla sala del Cinema-Teatro Astra è contingentato secondo le normative vigenti.

Maggiori informazioni su www.comune.misano-adriatico.rn.it e www.misano.org

SENTIERI DANTESCHI

mercoledì 11 agosto ore 21.15

Misano Monte, Chiesa dei SS Biagio ed Erasmo
… E USCIMMO A RIVEDER LE STELLE

Mirco Palazzi basso
Marco Scolastra pianoforte

 

Montescudo, dal Santuario di Valliano alla Chiesa della Pace ore 17.30
IN CAMMINO CON DANTE

Silvio Castiglioni recita versi dal Purgatorio della Divina Commedia

 


venerdì 13 agosto ore 21.15

Misano Monte, Chiesa dei SS Biagio ed Erasmo

… E QUIVI A RAGIONAR SEMPRE D’AMORE

Leonora Armellini pianoforte
Paola Doghieri voce recitante

 


domenica 15 agosto ore 21.15
Misano Adriatico, Portoverde, Piazzale Colombo

JAZZ & DINTORNI
Massimiliano Rocchetta Trio

Massimiliano Rocchetta pianoforte
Tiziano Negrello contrabbasso
Stefano Paolini batteria


mercoledì 18 agosto ore 21.15
Gradara, Cortile del Castello

… AMOR, CH’AL COR GENTIL RATTO S’APPRENDE
Un Pianoforte sotto le stelle

Nicola Pantani pianoforte
Enrico Battarra voce recitante

 


mercoledì 1 settembre ore 20.00
Misano Adriatico, Giardino e Sala dei ricevimenti
Ristorante Il Mulino

DESDE EL ALMA
Astor Piazzolla, un secolo di tango (1921-2021)

Norina Angelini voce e pianoforte
Ingresso a pagamento (€ 15) solo su prenotazione

In collaborazione con il Borgo della Musica e delle Arti di Montescudo – Monte Colombo

 


martedì 28 settembre ore 21.15
Misano Monte, Chiesa dei SS Biagio ed Erasmo

… NOI CI ALLEGRAMMO, E TOSTO TORNÒ IN PIANTO
IL CAMMINO MISTICO DELL’ANIMA

In ricordo di Alfredo Speranza

Roberto Cappello pianoforte

Silvio Castiglioni voce recitante

 


Il MISANOPIANOFESTIVAL al Borgo della Musica e delle Arti

giovedì 25 novembre ore 21.15
Montescudo, Teatro Francesco Rosaspina

PREMIO ALLA PRODUZIONE ARTISTICA AL FEMMINILE
Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Sarah Giannetti pianoforte

 


Durante i concerti a Misano Monte sarà esposta in contemporanea una opera dell’artista Augusto Del Bianco in concomitanza con LA NATURALE BELLEZZA – Una mostra diffusa a Misano Adriatico.
Sala Quartiere di Portoverde, 9/29 Agosto 2021 (h. 21.00 ven, sab e dom).

per prenotazioni: [email protected]
per informazioni: [email protected]

per prenotazione obbligatoria evento 1 settembre: Ufficio: IAT Misano tel 0541 615520

 

INGRESSO GRATUITO SU PRENOTAZIONE
(escluso il concerto del 1 Settembre con degustazione a cura del ristorante Il Mulino – costo euro 15)
secondo le modalità previste dalle normative vigenti

 

 

Il pianista Roberto Cappello chiude la ventinovesima edizione del MisanoPianoFestival

Domani sera, nella Chiesa dei SS Biagio ed Erasmo di Misano Monte il concerto “…Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto” – Il cammino mistico dell’anima

Martedì 28 settembre nella Chiesa di Misano Monte il MisanoPianoFestival concluderà la sua ventinovesima edizione con il concerto del pianista ROBERTO CAPPELLO, considerato ormai il “padrino” della manifestazione.
Il celebre musicista dedicherà questo suo recital all’amico Alfredo Speranza, il cittadino onorario riminese, maestro e compositore, venuto a mancare due anni fa.

“…Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto” – Il cammino mistico dell’anima è il titolo del programma che, rievocando un celebre verso del canto XXVI dell’Inferno, si riallaccia ai Sentieri danteschi avviati il 17 luglio nel Borgo della Musica e delle Arti di Montescudo, gemellato con il Festival misanese in un progetto promosso dalla Regione Emilia Romagna.
Roberto Cappello, vincitore del Concorso internazionale “F. Busoni” di Bolzano, vanta una carriera che lo ha portato ad esibirsi nei più importanti Festival e sale da concerto; già direttore del Conservatorio “A, Boito” di Parma è invitato come Presidente di giuria nelle competizioni internazionali.

 

Il programma della serata sarà dedicato interamente a Franz Liszt (1811-1886), virtuoso romantico della tastiera e prevede alcuni dei suoi capolavori; dalle poetiche trascrizioni dei Lieder di F. Schubert (Ti giunga il mio saluto, La giovane suora, Margherita all’arcolaio, Tu sei la pace) all’infernale Fantasia quasi sonata “Dopo una lettura di Dante”, fino alla sublime e catartica conclusione con la Benedizione di Dio nella solitudine e la famosa Ave Maria schubertiana.
Si intreccerà al suono del pianoforte la lettura di alcuni versi danteschi e di De Lamartine dell’attore Silvio Castiglioni.

L’ingresso al concerto è GRATUITO, solo su PRENOTAZIONE alla mail: [email protected]
Il concerto inizierà alle ORE 21.15.

Norina Angelini protagonista domani sera del nuovo appuntamento del MisanoPianoFestival

La pianista e cantante si esibirà nella Sala dei Ricevimenti e nel giardino del Ristorante ‘Il Mulino’ nel concerto “Desde el alma – Astor Piazzolla, un secolo di tango (1921 – 2021) »

 

Dopo il successo degli eventi tenutisi in agosto, dalla Chiesa di Misano Monte allo spazio aperto di Portoverde fino al suggestivo Castello di Gradara, il 1 Settembre il MISANOPIANOFESTIVAL si sposterà nella Sala dei Ricevimenti e nel giardino del Ristorante “Il Mulino” di Misano Adriatico con il recital intitolato DESDE EL ALMA – Astor Piazzolla, un secolo di tango (1921-2021).

Protagonista della serata sarà NORINA ANGELINI, pianista e insieme cantante che in questa rara “Balada para voz y piano” interpreterà musiche del grande compositore argentino (nella commemorazione dei cento anni dalla sua nascita) ed anche altri celebri tanghi e testi. Il recital “DESDE EL ALMA” è infatti un viaggio tra sogno, nostalgia, amore e morte, nel quale si evocano i luoghi e le atmosfere dove, oltre cent’anni fa, nacque e si espresse il Tango.
Il programma della serata spazierà da grandi successi di Astor Piazzolla a tango-cancion struggenti come “Alfonsina y el mar” di Ariel Ramirez, al satirico Ranatango di Meri Lao fino al celebre tango valz “Desde el alma” di Rosita Melo, la prima donna al mondo che compose tango.

Diplomata in Pianoforte al Conservatorio di Ferrara e in canto lirico al Rossini” di Pesaro Norina Angelini vinse giovanissima il Primo Premio “Astor Piazzolla” a Castelfidardo e il 2° Premio al Torneo internazionale di Gardanne, in Francia, proprio con un brano per pianoforte e voce del creatore del “Tango nuevo”. Invitata da Pablo Ziegler (pianista di Astor Piazzolla) nel suo Tour europeo, ha tenuto concerti in Italia, Austria, Germania, Ungheria, Francia, Slovenia, Sud America, lavorando al fianco di celebri artisti e prendendo parte a progetti discografici con molte formazioni in Italia e all’estero.

 

 

Il concerto, con ingresso a pagamento, alle ore 20.00 prevederà una degustazione iniziale nel Giardino a cura del Ristorante “Il Mulino” a cui seguirà il concerto nella Sala dei ricevimenti.

Si potrà accedere solo su PRENOTAZIONE presso l’ufficio IAT di Misano (tel 0541-615520), nel rispetto delle normative Covid vigenti.

 

 

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