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1 marzo / 22 marzo 2024

RITRATTI D’AUTORE
I classici che aiutano a vivere

Come possiamo oggi guardare il mondo che ci scorre davanti senza conoscere quello che ci siamo lasciato alle spalle? Parte, venerdi 1 marzo, la nuova edizione di Ritratti d’autore – i classici che aiutano a vivere. Sono quattro appuntamenti, sotto la regia di Gustavo Cecchini, dove protagonisti sono i classici del pensiero, quei testi che dimostrano una vitalità incredibile, dalla quale dovremmo prendere esempio per tutte le forme di resistenza, civile, culturale, umana, a cui ogni giorno siamo chiamati. La domanda allora non è se i classici sono ancora attuali, la domanda è se noi siamo attuali rispetto ai classici, perchè molto probabilmente non lo siamo. I classici rimangono e ogni volta ci raccontano qualcosa di nuovo. Rileggere un classico, allora, significa diventare consapevoli dei perché di questo presente e avere con sé gli strumenti per capirlo meglio e cambiarlo quando se ne sente il bisogno. È la via che ci rivela la sfida che i cercatori del pensiero di ieri lanciano ai viaggiatori sedentari di oggi.

Ad aprire la rassegna Venerdì 1 marzo è Marcello Veneziani con una lezione dal titolo: Vico, vita tormentata del più grande pensatore italiano. «Ma chi è quel cristiano secco e bassolino col bastone appuntito che attraversa ogni mattina Spaccanapoli? Se ne va sempre solo, cammina piano, sembra un poco scartellato, come dicono qui…» L’uomo dal fare modesto e dall’aspetto dimesso che nel 1730 – a sessantadue anni – percorre le vie di Napoli è in realtà uno dei più fulgidi e influenti pensatori del suo tempo, forse il più importante in assoluto: Giambattista Vico. Che ha appena dato alle stampe la seconda edizione, riveduta e ampliata, del suo capolavoro: La scienza nuova. Quell’anno e quell’opera lo consacreranno «alla posterità e alla notorietà, segnando l’inizio del suo periodo aureo». Un periodo, però, fin troppo breve, perché spesso il suo fondamentale contributo è stato frainteso o sminuito, tanto dai contemporanei quanto dai posteri. Eppure, dal Medioevo fino al Novecento, Vico «primeggia, precorre tempi e pensieri, lascia impronte destinate a fruttare e semina intuizioni che ciberanno pensieri e pensatori del futuro». Come ci ricorderà Marcello Veneziani, Vico si pone al crocevia della cultura mediterranea; «fonda il pensiero della storia, nutre la filosofia con la filologia, intuisce le origini favolose e poetiche dell’umanità, intreccia ragione e fantasia, tradizione e modernità, visione cristiana e visione classica della storia, disegna una teologia civile, risale alle fonti della religione e infine ritrova nelle vicende umane, storiche e mondane, la traccia di Dio e della Provvidenza». Con il piglio del cantastorie e la precisione dello storico, Veneziani ci racconterà la vita tormentata di uno dei grandi filosofi della nostra tradizione.

“Vedere di più, udire di più, sentire di più” la lezione di Susan Sontag è il tema del secondo appuntamento, venerdì 8 marzo, con la filosofa Lucrezia Ercoli. Ciò che oggi è importante è recuperare i nostri sensi. Dobbiamo imparare a vedere di più, udire di più, a sentire di più”scrive Susan Sontag, una delle intellettuali più influenti del secondo Novecento. Il suo lavoro di scrittrice, saggista e giornalista, a vent’anni esatti dalla sua morte avvenuta nel 2004, ci aiuta a “vedere di più e a sentire di più”, per comprendere la complessità della cultura contemporanea dove alto e basso si mescolano e si confondono. I suoi saggi acutissimi sul cinema, sulla fotografia, sul teatro, sulla cultura omosessuale, sulla condizione femminile, sulla malattia sono ancora di incredibile attualità. E nei tempi terribili che stiamo vivendo – in cui la guerra è tornata a bussare alle porte dell’Occidente – sono preziose le sue riflessioni sullo spettacolo del male di cui facciamo esperienza ogni giorno attraverso i mass media e i social network. Come dobbiamo reagire, ci chiede nel suo ultimo libro scritto prima di morire, quando ci troviamo “davanti al dolore degli altri?

L’ospite di venerdì 15 marzo è il Il poeta Franco Arminio che racconterà Gianni Celati. Dice Arminio: Gianni Celati è stato il mio maestro, il maestro di tanti.

Racconterò il suo modo di guardare il mondo, la sua simpatia per i percettivi, la sua lontananza dalle astrazioni, dal conformismo.
Celati guardava fuori, era attento alle tinte delle cose, al sapore dell’aria e a tutto quello che ci gira dentro.

Sapeva che la vita è stare nello spazio che muta, nel tempo che passa. Parlerò in particola di Verso la foce, il suo viaggio nelle pianure emiliane. Oggi è quanto mai importante lo sguardo sui luoghi, è la prima forma di riguardo.

Chiusura speciale, venerdi 22 Marzo in compagnia del filosofo Silvano Petrosino che si misurerà con Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. La scrittrice non si propone di scrivere un saggio sulla vita di Adriano, e nemmeno una sua biografia, ma un testo capace di raccogliere e dare voce alle sua memorie. Eppure, che cosa c’è di più segreto , irraggiungibile, inimmaginabile, di conseguenza impossibile da narrare, delle memorie di un altro?. Il ricordo non è forse quanto vi è di più intimo, di più personale, la cifra stessa dell’unicità di un soggetto? Si potrebbe dunque concludere che in verità queste memorie di Adriano altro non sono che le stesse della Yourcenar? In un certo senso certamente sì, anche se poi non si può nascondere che è proprio da una simile conclusione, così ovvia da rasentare la banalità, che la grande scrittrice francese prende severamente le distanze: “Come sono grossolani quelli che dicono: ‘Adriano sei tu'”. Ma allora , di chi sono queste memorie?

Gli incontri si terranno presso il Cinema-teatro Astra, via D’Annunzio 20, con inizio alle ore 21:00.
Ingresso libero senza prenotazione fino ad esaurimento posti.


Maggiori informazioni:

Biblioteca comunale: 0541 618484
IAT Misano: 0541 615520
www.misano.org

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